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SOLARE FOTOVOLTAICO
1. Come si produce l’energia fotovoltaica?
L’energia solare viene trasformata in energia elettrica attraverso l’effetto fotovoltaico. La cella fotovoltaica è il componente basilare di un impianto fotovoltaico e può essere di tre tipi:
  • monocristallina, prodotta tagliando in fette sottili una barra di materiale semiconduttore (il silicio solido) ad elevata purezza, con un procedimento che garantisce un elevato rendimento della cella (fino al 20%);
  • policristallina, quando dal silicio fuso si ricavano blocchi che, nel corso della solidificazione, formano strutture cristalline con alcuni difetti nei contorni che riducono l’efficienza della cella (ma sono spesso compensati dalla possibilità di ottenere celle di forma squadrata che consentono un migliore sfruttamento della superficie);
  • amorfa o a film sottile, prodotta mediante un processo chiamato deposizione catodica di atomi di silicio su una piastra di vetro, con costi di produzione più bassi ma anche efficienza inferiore rispetto agli altri tipi (dal 6 al 9% in meno).
Più celle collegate in modo da fornire una potenza elettrica definita, in corrente continua, formano un modulo fotovoltaico. Ciascun modulo garantisce una potenza massima erogabile nelle condizioni standard di test (radiazione solare = 1.000 W/m2; temperatura cella = 25°C; AM = 1,5) che si misura in Watt di picco (Wp) ed è mediamente compresa fra 50 e 200 Wp. Collegando più moduli in modo a formare una stringa si ottiene la potenza di progetto.
Un inverter, collegato all’impianto utilizzatore, provvede poi a trasformare la corrente continua prodotta in corrente alternata, alla frequenza e alla tensione di funzionamento della rete elettrica. Una cella fotovoltaica esposta alla radiazione solare si comporta insomma come un generatore di corrente, e la quantità di energia prodotta dipende dall’intensità della radiazione solare, dalla temperatura e dalla dimensione della cella stessa.

2. Che differenza c’è tra modulo fotovoltaico e collettore solare termico?
Un collettore solare sfrutta la radiazione solare per scaldare l’acqua e alimentare il riscaldamento degli ambienti. Un modulo fotovoltaico trasforma direttamente la radiazione solare in corrente elettrica.

3. Che cosa significa kWh e kWp?
kWh è l’abbreviazione di Kilowattora, l’unità di misura dell’energia prodotta. Un kWh corrisponde a una potenza costante di 1000 W prodotta per un’ora. Questa stessa unità di misura viene utilizzata dai fornitori di energia per calcolare i consumi.
kWp è l’abbreviazione di kilowatt picco. La potenza massima erogabile da un modulo fotovoltaico, nelle condizioni standard di test si misura in Watt di picco (Wp) ed è mediamente compresa fra 50 e 200 Wp.

4. Che differenza c'è tra impianto connesso alla rete e autonomo?
Un impianto fotovoltaico connesso alla rete è collegato alla rete di distribuzione elettrica per cui la corrente prodotta è direttamente immessa nella rete elettrica e riceve un indennizzo minimo garantito dal conto energia.
I sistemi autonomi vengono invece installati dove non c’é la possibilità di collegarsi alla rete di distribuzione elettrica o quando lo scarso fabbisogno energetico non giustifica i costi di allacciamento, per esempio nel caso di lampioni stradali su terreni isolati, sistemi di illuminazione dei cartelli autostradali e simili. I sistemi di questo tipo utilizzano normalmente la corrente continua e una batteria di riserva. In molte zone del mondo questi impianti rappresentano una realtà molto importante per produrre energia senza combustibili tradizionali.

5. Qual è l’orientamento ideale per un impianto solare?
L’orientamento ideale è verso sud con inclinazione compresa tra 20° e 30°, ma anche se i moduli vengono montati con inclinazione sud-est o sud-ovest, le perdite di rendimento sono minime. I moduli possono cioè essere inclinati tra 20° e 60° senza che questo provochi perdite rilevanti: basse inclinazioni aumentano la produzione in estate, con un angolo maggiore cresce la produzione energetica in inverno.

6. Quanto dura un impianto fotovoltaico?
I pannelli fotovoltaici sono progettati per durare nel tempo anche senza manutenzione. I migliori fabbricanti garantiscono la produzione energetica dei loro moduli per 25 anni, a un valore minimo pari all’80% del dato di targa. Impianti fotovoltaici messi in servizio negli anni Ottanta sono ancora perfettamente funzionanti, ma per avere una garanzia di durata e di efficienza è fondamentale utilizzare componenti certificati.
A fine vita i componenti utilizzati nei moduli fotovoltaici sono completamente riciclabili, se correttamente smaltiti.

7. L’impianto fotovoltaico è pericoloso?
Il collegamento in serie dei moduli genera alte tensioni all'interno del sistema, ma gli elevati standard di sicurezza dei componenti e dei sistemi di montaggio garantiscono la stessa sicurezza di qualsiasi altro elettrodomestico. Per quel che riguarda i fulmini, l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto non aumenta il rischio, mentre è vero che le apparecchiature elettroniche (inverter, sezionatori di campo, ecc.) possono venire danneggiate dalla caduta di un fulmine nelle vicinanze ed è quindi buona norma prevedere scaricatori di sovratensione e assicurare l’impianto con una copertura all risk.

8. È necessario pulire regolarmente l’impianto?
L’impianto fotovoltaico non richiede pulizia ciclica poiché i moduli vengono puliti dalla pioggia (se l’inclinazione è almeno pari a 10-15°). In caso di necessità, è comunque sufficiente un semplice panno per pulire il pannello.

9. I sistemi fotovoltaici hanno un forte impatto visivo?
Grazie alle nuove tecnologie di integrazione architettonica oggi si può limitare l’impatto visivo dei pannelli, possono anche costituire un elemento di caratterizzazione degli edifici. Molteplici sono le realizzazioni spettacolari e le tecnologie di integrazione disponibili.

10. Quanto costa un impianto?
Oltre all’investimento iniziale per acquisto, installazione e connessione alla rete di distribuzione, non ci sono costi aggiuntivi per alimentare impianto solare. Devono però essere messi in conto esigui importi per la manutenzione ordinaria, le riparazioni e le assicurazioni.
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11. Quali i tempi e gli adempimenti per realizzare l'impianto
La procedura da seguire è questa:
  • Si acquisisce l’autorizzazione amministrativa locale (di solito è sufficiente una comunicazione di inizio attività o una DIA).
  • Si inoltra al GSE il progetto preliminare, richiedendo la connessione alla rete (specificando se ci si intende avvalere del servizio di scambio sul posto).
  • Il GSE invia il preventivo per la connessione e il punto di consegna entro 20 giorni.
  • Una volta completato l’impianto si invia una comunicazione di ultimazione lavori al GSE che ne curerà l’allaccio alla rete elettrica entro 30 giorni (120 giorni per lavori complessi).
  • Entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto bisogna far pervenire al GSE la domanda di concessione della tariffa incentivante, con la documentazione finale relativa all’impianto.
  • Entro 60 giorni dalla data di ricevimento della domanda il GSE comunica a sua volta la tariffa incentivante.
Questi i documenti da allegare alla domanda di concessione della tariffa incentivante:
  • Il progetto dell’impianto, firmato da un professionista o da un tecnico iscritto all’Albo professionale.
  • La scheda tecnica che ne specifica le caratteristiche.
  • L’elenco e le caratteristiche dei moduli fotovoltaici e dei convertitori.
  • Il certificato di collaudo.
  • La dichiarazione dell’atto di notorietà autenticata firmata dal soggetto responsabile.
  • Se necessario, una copia della denuncia di apertura dell’officina elettrica.

12. Devo presentare una domanda preventiva per accedere all’incentivo?
Una delle principali novità introdotte dal conto energia è la liberta di predisporre l’impianto senza richieste preventive: l’impianto si può realizzare subito (con autorizzazione amministrativa locale) e l’accesso all’incentivo è automatico. É però essenziale avvalersi di aziende e installatori capaci perché l’iter di accesso all’incentivo è posteriore alla realizzazione, dunque se la procedura seguita o l’impianto non rispondessero alla normativa si perderebbe la possibilità di ottenere il conto energia.
L’incentivo viene erogato dal GSE ed è pari al prodotto tra l’energia prodotta dall’impianto e la tariffa incentivante riconosciuta al soggetto responsabile. L’incentivo viene erogato mensilmente e con un ammontare minimo di 500 € per potenze >20kW, o bimestralmente con un ammontare minimo di 250 € per potenze < 20kW.

13. L’incentivo può variare negli anni?
L’incentivo, assegnato ad un impianto, viene erogato per un periodo di 20 anni su tutta l’energia prodotta, rimanendo sempre fisso e senza adeguamenti. Secondo l’ultimo decreto emanato in materia, l’incentivo che verrà assegnato agli impianti diminuirà progressivamente ogni quadrimestre.

14. Cosa succede all’energia elettrica prodotta dall’impianto?
L’energia elettrica prodotta dall’impianto può essere utilizzata o venduta.
Per gli impianti fino a 200 kW di potenza è possibile scegliere di attivare il servizio di "scambio sul posto", che permette di consegnare alla rete l’energia prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi e ricevere un contributo a titolo di rimborso per l’energia ceduta. Rimane possibile prelevare energia dalla rete nel caso in cui l’impianto non ne produca abbastanza per i propri consumi, pagandola con le normali tariffe. Questo sistema consente di realizzare dei risparmi sulla bolletta.
In alternativa si può cedere alla rete tutta l’energia prodotta ai prezzi fissati ogni anni dall’Autorità per Energia Elettrica e Gas (“Vendita Integrale”) oppure adottare un sistema misto tra i due precedenti (“Vendita e Consumo”)

15. C'è un premio a chi possiede la certificazione energetica dell’edificio?
È previsto un premio per impianti fotovoltaici (operanti in regime di scambio sul posto) abbinati all’uso efficiente dell’energia: è però necessario effettuare sull’edificio interventi per ridurre almeno del 10% del suo indice di prestazione energetica.
Dopo gli interventi, si trasmettono al GSE le certificazioni energetiche chiedendo il riconoscimento del premio, che decorrerà a partire dall’anno solare successivo. Il premio è pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno energetico dimostrato dalla certificazione energetica prodotta, fino a un massimo del 30% della tariffa incentivante riconosciuta alla data di entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico.

16. Il conto energia è cumulabile con altri incentivi?
Le tariffe incentivanti e il premio non sono cumulabili con incentivi pubblici in conto capitale in misura superiore al 30% per impianti fino a 3 kWp, tranne che per impianti realizzati da enti pubblici su scuole, ospedali o proprie sedi, per cui il limite è alzato fino al 60%.
Il limite del 30% esiste anche per impianti realizzati in aree bonificate, impianti fotovoltaici a concentrazione oppure aventi caratteristiche innovative. I benefici del Conto Energia sono invece sempre cumulabili con finanziamenti a tasso agevolato e benefici derivanti dall’accesso a fondi di rotazione e di garanzia istituiti da enti locali.

17. Qual è il tetto massimo alla potenza degli impianti incentivati?
L’obiettivo nazionale di potenza nominale è di 8000 MW entro il 2020, ma la disponibilità di potenza elettrica cumulativa incentivabile del conto energia 2011-2013 è 3000 MW.
Verranno però incentivati anche gli impianti che entreranno in esercizio entro 14 mesi dalla data del raggiungimento dei 2000 MW, resa nota dal GSE tramite il proprio sito internet; tale limite sarà elevato a 24 mesi se il soggetto responsabile degli impianti è un ente pubblico. Per gli impianti a concentrazione il limite di potenza cumulata è di 200 MW, e quello degli impianti con caratteristiche innovative è di 300 MW.

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